
Su la Repubblica del 20 ottobre, Antonio Dipollina inquadra con i toni della regressione degli stili della spettacolarizzazione politica l’ultima performance “modellistica” di Bruno Vespa, la ricostruzione dei movimenti degli attori principali del delitto Scazzi (lo zio, la madre, la cugina, la teste chiave) attraverso un plastico della casa di Avetrana.