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"Security, Development, Democracy": note su un meeting

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Sicurezza, sviluppo e democrazia sono processi che viaggiano di pari passo e che non possono né banalizzati, né sottovalutati. Parallelamente la questione dello sviluppo e della democratizzazione di aree disagiate o conflittuali del Pianeta non può sfuggire oggi ad esaminatori attenti dei media. Ecco perché l'appuntamento di venerdì 1° ottobre, presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, si è rivelato un momento di riflessione di grande rilevanza, non solo in termini di aggiornamento sullo stato attuale delle relazioni internazionali ma anche dal punto di vista dello studio della comunicazione.


Se c’è ancora qualcuno che pensa che la comunicazione non sia importante…

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Inizio settembre 2010: l’America e il mondo intero si stanno preparando a celebrare il nono anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle, prendendo in considerazione l’idea di costruire su quel luogo, non più simbolo della finanza globale ma del terrorismo a sfondo religioso, una moschea ed un centro islamico.


Return to sender?

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In un periodo in cui la topografia politica del paese è in preda a forti scosse (se si tratti di un vero e proprio terremoto lo sapremo alla ripresa delle attività) la lettera che Walter Veltroni affida al Corriere della Sera del 24 agosto rischia di rimanere ai margini del dibattito. Ma non è solo una questione legata alla formidabile capacità dell’area politica legata a Silvio Berlusconi di rendere narrazione avvincente anche una questione di spaccature interne: a ben guardare, la lettera ha un sapore di già visto, che può essere il segno di una coerenza politica e programmatica come di un’incapacità di rinnovare le proprie proposte dopo il sostanziale fallimento del 2008. 


Il Cavaliere e il Conduttore

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Abbiamo già riflettuto sulla peculiare strategia adottata da Silvio Berlusconi nei confronti della presunta partigianeria dei talk italiani, prima di tutto Ballarò, nel trattare tematiche sensibili per la governance del paese. Il 27 ottobre scorso, intervenendo in una puntata dedicata alla giustizia, il Premier aveva “chiuso” forzosamente il dibattito intervendo in chiusura di trasmissione, e lasciando il conduttore nella difficile condizione di “far dialogare” il suo intervento con le posizioni degli ospiti presenti in studio, di rimettere in moto in extremis il meccanismo dello spettacolo della parola, che del dibattito appunto, e non di monologhi si nutre (Pezzini, 1999).


Una crisi di sistema

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Un primo dato che va rimarcato nel voto di marzo è di carattere sistemico. Le regionali hanno visto la caduta drastica della partecipazione elettorale. Gli astensionisti, con il 36 per cento, sono diventati il primo partito italiano. Se ad essi si aggiungono anche le schede nulle e bianche si sfiora il 40 per cento di soggetti che si sentono estranei rispetto alle forme assunte dall’agire politico nei tempi del bipolarismo meccanico.


Fuor di metafora, il ritorno del re taumaturgo

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Nel campo degli studi sulla comunicazione politica, da diversi anni è riconosciuta la diffusione e la felice applicazione del sistema metaforico medico al linguaggio politico (Rigotti, 1992).

Un caso di studio di grande interesse nel panorama italiano è, ancora una volta, Silvio Berlusconi. Il Cavaliere ha consolidato, campagna dopo campagna, la sua capacità di (im)porsi nell’immaginario collettivo quale medico di sempre maggior esperienza, in grado, lui solo, di proporre la ricetta giusta per il benessere del paese.


Le regionali francesi? Sanzione e vetrina…

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Con due settimane di anticipo sul calendario italiano anche i francesi vanno alle urne per rinnovare i consigli regionali. Il 14 e 21 marzo prossimi si vota nelle 22 regioni metropolitane e nei territori d’Oltremare (Guadalupa, Guyana, Martinica, Réunion). Nonostante la dichiarazione di rito « élections régionales, conséquences régionales », rilasciata da Sarkozy per scongiurare in anticipo eventuali contraccolpi sulla maggioranza presidenziale, non si tratterà di uno scrutinio dal significato solo locale.


Obama. Un anno di sfide

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Recensione del libro di Claudio Angelini


Come nella boxe?

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 Scriveva ormai più di dieci anni fa Omar Calabrese che “il gioco della politica sta passando sempre più decisamente dal modello «corsa» al modello «combattimento»” (Calabrese, 1998, p. 11).


Il palcoscenico laterale della maggioranza

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Come interpretare le parole “dal sen fuggite” al Presidente della Camera Gianfranco Fini in occasione della giornata finale del “Premio Borsellino” a Pescara lo scorso 6 novembre, e prontamente riprese e amplificate da RepubblicaTv?


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