Da Noemi a Ruby, la vita privata del Cavaliere al centro della cronaca politica italiana

Immagine principale: 

Da qualche mese a questa parte, i media e i giudici milanesi vivono un periodo di superlavoro, atto a documentare le serate di Silvio Berlusconi nelle sue dimore: Palazzo Grazioli, Villa San Martino, ma anche Villa Certosa, sono diventati luoghi di estremo interesse per capire chi frequentasse le “cene tra persone per bene” nelle case del Premier.

L’inizio di queste indagini è collocabile nella notte tra il 27 e 28 maggio di un anno fa, quando la giovane marocchina Karima El Mehroug, in arte “Ruby Rubacuori”, viene rilasciata dalla questura di Milano, dopo una telefonata del Premier. Che cosa ha a che fare una giovane – forse addirittura minorenne – ragazza di vita originaria del Nordafrica con il Presidente del Consiglio diventa un argomento di dominio pubblico e uno scandalo a livello internazionale. Ruby sarebbe una tra le favorite del sultano, per usare una metafora cara a Giovanni Sartori (2009, 2011), farebbe parte dell’harem che anima le serate di Berlusconi e in particolare si cimenterebbe attivamente nella pratica sessuale del bunga bunga. Questa la tesi dei giudici milanesi che indagano Berlusconi per prostituzione minorile e concussione.

L’affaire Ruby è l’apice di un crescendo di “intromissione” dei media italiani e non solo nella vita privata del Presidente del Consiglio, che lascia intravedere le prime crepe nella sua finora impareggiabile capacità di autogestione della propria immagine (Ruggiero, 2010b). Il punto di partenza andrebbe collocato nel 2009, precisamente il 28 aprile, quando si diffonde la notizia che Berlusconi ha partecipato alla festa di compleanno organizzata per i 18 anni di Noemi Letizia. Chi è costei? La figlia dell’autista di Craxi, ribatte prontamente Berlusconi, subito smentito da Bobo, figlio del defunto leader del Partito Socialista, e da uno dei dirigenti del partito, Giulio Di Donato, che non riconoscono nel padre di Noemi, Benedetto (detto Elio) Letizia, l’autista di Craxi. La vicenda Noemi non solo scoppia in piena campagna elettorale per le elezioni europee, ma è contemporanea a un altro evento che porta la vita sentimentale di Berlusconi in primo piano: sua moglie, Veronica Lario, il 3 maggio annuncia la separazione. L’episodio, apparentemente legato al “Noemigate”, diviene strategia alla luce del contro-endorsement di pochi giorni prima: la first lady, in una dichiarazione dell’ANSA ripresa dal Corriere della Sera del 28 aprile, si era infatti pubblicamente schierata contro la volontà del marito di presentare molte candidature femminili al Parlamento Europeo, ribattezzando la presentazione delle “veline” come un «ciarpame senza pudore».

Lo scandalo è servito, i giornalisti si scatenano, il dibattito politico infervora gli animi, anche se i giudici ancora non intervengono. Il risultato è che l’intera campagna elettorale per le Europee è dominata dal tema “Vita privata del candidato”, così come rilevato dal monitoraggio sulle trasmissioni televisive andate in onda tra il 27 aprile e il 5 giugno 2009, effettuato dall’Osservatorio Mediamonitor Politica. Argomento egemone nelle prime due settimane di rilevazione, solo nella seconda parte della campagna ha lasciato spazio a temi sociali più “elettorali” ed “europei”, come il mercato del lavoro o l’immigrazione.

Quando la vicenda Noemi ha ormai perso tutto il suo appeal, ovvero dopo la fine della campagna elettorale, un’altra “grana” colpisce Silvio Berlusconi. Patrizia D’Addario, candidata nelle liste comunali per il Comune di Bari, dichiara di essere stata per due volte a cena a casa del Presidente del Consiglio, a pagamento. E di aver anche passato un’intera notte a Palazzo Grazioli, inizialmente per portare il compenso da 1.000 a 2.000 Euro, nel concreto per strappare al Premier una promessa di supporto per la realizzazione un progetto immobiliare. A completare il quadro di una cronaca politica che assume i tratti della commedia sexy, c’è un imprenditore pugliese, Gianpaolo Tarantini, che oltre alla D’Addario avrebbe reclutato altre escort per “allietare” le cene berlusconiane, e che viene di conseguenza indagato per induzione alla prostituzione dalla procura di Bari. Una nuova tempesta mediatica si abbatte sul Cavaliere, che risponde riaffermando la sua posizione di tombeur de femmes e dichiarando, in un’intervista rilasciata alla rivista Chi del 24 giugno 2009, di non avere mai pagato una donna in vita sua.

Sia la vicenda Noemi che lo scandalo D’Addario, sembrano il preludio di quello che si sta verificando in questi mesi, la ribalta politica delle cene di Arcore e la nuova stagione di scontri tra il Premier e la Magistratura seguita alla partenza e all’intensificazione delle indagini sulle frequentazioni femminili delle residenze istituzionali di Berlusconi e sulla natura delle attività che il Presidente del Consiglio metterebbe in pratica nel dopo-cena.

La trama delle vicende che idealmente segnano inizio e fine di questa storia sono singolarmente simili: esiste anzitutto una certa analogia, d’età, tra Ruby-Karima e Noemi. Che dà una facile sponda all’immagine del Sultano che ama accompagnarsi con giovanissime esponenti del gentil sesso. Simile è anche la prima spiegazione del Premier in merito alla conoscenza delle giovani: figlia dell’autista di Craxi la prima, nipote del presidente egiziano Mubarak la seconda. Un crescendo di riferimenti politici che sposta l’ambito delle eventuali verifiche dalla cerchia ormai dispersa dell’ex leader socialista alle cancellerie internazionali, che non ritengono tuttavia di farsi coinvolgere nella discussione. Simile la presenza di un lenone, Gianpaolo Tarantini nel caso D’Addario, il manager dei vip Lele Mora, ma anche il direttore del Tg4 Emilio Fede, e il consigliere regionale della Lombardia, nonché igenista dentale del Premier, Nicole Minetti nel caso Ruby. Altra escalation, nel numero e nel “peso” politico e mediale dei personaggi coinvolti.

Qualunque sia l’esito del processo che vede indagato Berlusconi, è lecito immaginare l’effetto più immediato che l’infittirsi di queste trame insolitamente occulte potrà provocare: l’immagine della classe politica italiana rischia di uscirne ulteriormente danneggiata, oltre che sul versante internazionale, anche e soprattutto sul fronte interno – si veda il calo di fiducia nel governo Berlusconi registrato dai sondaggi.

di Eleonora Spagnolo