populismo

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L`ideologia che visse due volte. Dibattito su politica, partiti e rappresentanza

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Quale ruolo per il cosiddetto populismo mediatico nell'Italia del 2013? Quali effetti sul clima d'opinione dalle strategie elettorali e post-elettorali di Berlusconi e Grillo? Se ne discuterà giovedì 4 luglio, alle ore 17.00 presso l'aula Mauro Wolf, primo piano via Salaria 113, a partire dai contributi dell'ultimo numero della rivista "Critica Marxista". Dopo l'apertura dei lavori di Vincenzo Vita e Mario Morcellini, parteciperanno al dibattito Nicola D'Angelo, Serena Gennaro, Christian Ruggiero, Aldo Tortorella e Sergio Zavoli.

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Barillari@RadioSapienza

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«Il G8 è stata una doccia fredda per me e per tutti quelli che sognavano un altro mondo possibile. Da lì mi è nata la voglia di lottare per un mondo più giusto e più libero».

Davide Barillari, candidato del M5S alla Presidenza della Regione Lazio, fa risalire a quei giorni del 2001 la decisione di impegnarsi definitivamente in politica per promuovere un modello alternativo di sviluppo. L’abbraccio a Grillo non poteva che essere una conseguenza «naturale», come spiega ai microfoni di Radio Sapienza.


Gente che va, Gente che viene

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L’atmosfera da cambio di regime che attraversa la politica italiana in queste ore convulse è resa con efficacia dai titoli della stampa nazionale ed internazionale. La cronaca della staffetta tra il dimissionario Berlusconi e il presidente del consiglio in pectore Monti domina sulle prime pagine dei quotidiani italiani, che danno sfogo al giubilo per la “liberazione” raggiunta, o, sul versante opposto, esprimono scetticismo sulla figura dell’uomo individuato da Napolitano per gestire questa fase di delicato riassestamento della situazione politica e finanziaria del paese.


Il ‚Äúcomico della politica‚ÄĚ non fa pi√Ļ ridere

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Nel 2006 disse che non ci sarebbero stati “così tanti coglioni” da votare Prodi. E perse. Qualche giorno fa, dal salotto di Porta a Porta, ha dichiarato che De Magistris e Pisapia avrebbero perso poiché gli elettori non sarebbero andati in seggio “lasciando a casa il cervello”. E ha perso. Nel 2006 il centrosinistra si stabilì a Montecitorio in un crogiolo di antiberlusconiani. A Napoli e a Milano, senza dimenticare le imprese insperate di Novara, Cagliari e Trieste, si sono imposti dei candidati sicuramente diversi da quelli a cui sono abituati gli italiani. E, per questo, sono stati entrambi definiti, estremisti e populisti.


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