Silvio Berlusconi

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‚ÄúOltre‚ÄĚ la vittoria

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A botta calda, due sono le evidenze che si possono trarre dai risultati dei ballottaggi alle Amministrative 2011, in particolare riguardo a quelle due città che nella riflessione politica e mediatica dei giorni di campagna elettorale sono state erette ad epicentro dell’eventuale terremoto politico che avrebbe portato con sé la sconfitta del centrodestra nella “sua” Milano e in quella Napoli che si credeva conquistata per disfatta politica della classe dirigente uscente.


Il ‚Äúcomico della politica‚ÄĚ non fa pi√Ļ ridere

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Nel 2006 disse che non ci sarebbero stati “così tanti coglioni” da votare Prodi. E perse. Qualche giorno fa, dal salotto di Porta a Porta, ha dichiarato che De Magistris e Pisapia avrebbero perso poiché gli elettori non sarebbero andati in seggio “lasciando a casa il cervello”. E ha perso. Nel 2006 il centrosinistra si stabilì a Montecitorio in un crogiolo di antiberlusconiani. A Napoli e a Milano, senza dimenticare le imprese insperate di Novara, Cagliari e Trieste, si sono imposti dei candidati sicuramente diversi da quelli a cui sono abituati gli italiani. E, per questo, sono stati entrambi definiti, estremisti e populisti.


Silvio ciao

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L’unico dato certo che è fuoriuscito dalle Amministrative che si sono svolte negli scorsi giorni nel Belpaese sembra essere che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sostanzialmente perso. Se Torino e Bologna restano feudi “rossi”, il primo con Piero Fassino (che succede all'altro pidino Sergio Chiamparino), il secondo con Virginio Merola (che riporta la calma dopo lo scandalo "Cinzia-gate" che ha travolto l'ex sindaco del Pd, Flavio Delbono, e che lo ha portato alle dimissioni nel gennaio del 2010) i risultati eccezionali si registrano a Milano, capitale economica della penisola, e a Napoli, capitale del Mezzogiorno.


Da Noemi a Ruby, la vita privata del Cavaliere al centro della cronaca politica italiana

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Da qualche mese a questa parte, i media e i giudici milanesi vivono un periodo di superlavoro, atto a documentare le serate di Silvio Berlusconi nelle sue dimore: Palazzo Grazioli, Villa San Martino, ma anche Villa Certosa, sono diventati luoghi di estremo interesse per capire chi frequentasse le “cene tra persone per bene” nelle case del Premier.


A proposito di Silvio

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“Silvio è di una bontà, di una generosità... io penso che tutti lo dicono. È forse unico. Non si vedrà mai una fotografia di Silvio che è in giro, con le donne o altro”. A parlare è Rosa Bossi Berlusconi, madre del protagonista del lungometraggio Silvio Forever e causa della censura Rai per il trailer ufficiale della pellicola che recita: “Lo spot della Lucky Red sul film ‘Silvio Forever’ è stato giudicato ‘inopportuno’ dalle strutture Rai preposte, nella parte in cui riproduce una dichiarazione di una persona scomparsa, piegandone immagini e parole a fini satirici.


E se domani…

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E se domani si andasse a votare? Quali sarebbero i temi della campagna elettorale per un’eventuale consultazione nazionale? La costante precarietà del bipolarismo apparentemente compiuto consente solo delle ipotesi sulla composizione degli schieramenti, ma i principali settimanali di politica, cultura e attualità in edicola questa settimana forniscono uno spaccato interessante dei “cavalli di battaglia” che un Pd e un Pdl teoricamente stabili potrebbero (ri)proporre.


Tutto il resto è noia

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 “Che noia i talk di approfondimento”, lamenta Aldo Grasso sul Corriere della Sera del 22 gennaio. Tra le ragioni addotte dal celebre critico televisivo, tuttavia, almeno una merita di essere in parte smentita.


Il Cavaliere e il Conduttore

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Abbiamo già riflettuto sulla peculiare strategia adottata da Silvio Berlusconi nei confronti della presunta partigianeria dei talk italiani, prima di tutto Ballarò, nel trattare tematiche sensibili per la governance del paese. Il 27 ottobre scorso, intervenendo in una puntata dedicata alla giustizia, il Premier aveva “chiuso” forzosamente il dibattito intervendo in chiusura di trasmissione, e lasciando il conduttore nella difficile condizione di “far dialogare” il suo intervento con le posizioni degli ospiti presenti in studio, di rimettere in moto in extremis il meccanismo dello spettacolo della parola, che del dibattito appunto, e non di monologhi si nutre (Pezzini, 1999).


Il comico della politica

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Il comico della politica. Nichilismo e aziendalismo nella comunicazione di Berlusconi, l'ultimo libro di Michele Prospero edito dalla casa edtrice Ediesse, sarà presentato a Roma lunedì 17 maggio, alle ore 17.00 presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa, Corso Vittorio Emanuele II, 349.

Ne discutono con l'autore Lucia Annunziata, Massimo D'Alema, Marcelle Padovani. Coordina il dibattito Paolo Serventi Longhi.


Contro il partito di plastica

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Il Presidente della Camera ha in qualche modo abituato gli italiani al suo ruolo di contraltare ideale del Presidente del Consiglio e leader del maggiore partito del centrodestra italiano. Al punto da indurre a leggere alcune sue esternazioni come il risultato di una sorta di tattica teatrale. I toni di questa rappresentazione, però, si stanno alzando, anche a seguito dell'irruenta discesa in campo dell'ex house organ di Forza Italia nel denunciare, specie nel corso delle ultime Regionali, le crepe sempre più visibili del tessuto del Pdl.


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