Silvio Berlusconi

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Il rivoluzionario qualunquista

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Le tematiche che,ultimamente, rubano le prime pagine di periodici e quotidiani e le scalette dei telegiornali, rimbalzano dagli insistenti riferimenti alla presunta loggia P4, con le trame mai recise del faccendiere Bisignani (Barbacetto, 2011), alla persistenza del sistema delle mazzette come “dovere morale” che travolge sinistra - con Viscardo Paganelli - e destra - si veda il caso dei deputati Pdl Alfonso Papa(arrestato lo scorso 20 luglio, dopo il contestatissimo voto favorevole della Camera) e Marco Milanese (ex consigliere politico del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, per il quale laGiunta per le Autorizzazioni della Camera dovrebbe procedere, tra circa una settimana,all'esame della richiesta d’arresto avanzata a suo carico dai pm napoletani).


Le allegre comari di Villa Certosa

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Silvio Berlusconi e le donne. Un rapporto che coglie al meglio una delle dimensioni più interessanti della “anomalia” italiana, la capacità del Cavaliere di fare delle sue avventure galanti, gaffes e piccoli scandali sessuali compresi, una parte della sua strategia comunicativa, che solo negli ultimi anni sembra dimostrare qualche cedimento (Ruggiero, 2010). E che pertanto avrebbe pieno diritto di ospitalità nell’articolo de “L’Espresso” nelle edicole venerdì 17 giugno; se non fosse che dall’accostamento tra l’analisi politica di Marco Damilano e il reportage fotografico di Antonello Zappadu emergono segnali contrastanti.


“Oltre” la vittoria

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A botta calda, due sono le evidenze che si possono trarre dai risultati dei ballottaggi alle Amministrative 2011, in particolare riguardo a quelle due città che nella riflessione politica e mediatica dei giorni di campagna elettorale sono state erette ad epicentro dell’eventuale terremoto politico che avrebbe portato con sé la sconfitta del centrodestra nella “sua” Milano e in quella Napoli che si credeva conquistata per disfatta politica della classe dirigente uscente.


Il “comico della politica” non fa più ridere

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Nel 2006 disse che non ci sarebbero stati “così tanti coglioni” da votare Prodi. E perse. Qualche giorno fa, dal salotto di Porta a Porta, ha dichiarato che De Magistris e Pisapia avrebbero perso poiché gli elettori non sarebbero andati in seggio “lasciando a casa il cervello”. E ha perso. Nel 2006 il centrosinistra si stabilì a Montecitorio in un crogiolo di antiberlusconiani. A Napoli e a Milano, senza dimenticare le imprese insperate di Novara, Cagliari e Trieste, si sono imposti dei candidati sicuramente diversi da quelli a cui sono abituati gli italiani. E, per questo, sono stati entrambi definiti, estremisti e populisti.


Silvio ciao

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L’unico dato certo che è fuoriuscito dalle Amministrative che si sono svolte negli scorsi giorni nel Belpaese sembra essere che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sostanzialmente perso. Se Torino e Bologna restano feudi “rossi”, il primo con Piero Fassino (che succede all'altro pidino Sergio Chiamparino), il secondo con Virginio Merola (che riporta la calma dopo lo scandalo "Cinzia-gate" che ha travolto l'ex sindaco del Pd, Flavio Delbono, e che lo ha portato alle dimissioni nel gennaio del 2010) i risultati eccezionali si registrano a Milano, capitale economica della penisola, e a Napoli, capitale del Mezzogiorno.


Da Noemi a Ruby, la vita privata del Cavaliere al centro della cronaca politica italiana

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Da qualche mese a questa parte, i media e i giudici milanesi vivono un periodo di superlavoro, atto a documentare le serate di Silvio Berlusconi nelle sue dimore: Palazzo Grazioli, Villa San Martino, ma anche Villa Certosa, sono diventati luoghi di estremo interesse per capire chi frequentasse le “cene tra persone per bene” nelle case del Premier.


A proposito di Silvio

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“Silvio è di una bontà, di una generosità... io penso che tutti lo dicono. È forse unico. Non si vedrà mai una fotografia di Silvio che è in giro, con le donne o altro”. A parlare è Rosa Bossi Berlusconi, madre del protagonista del lungometraggio Silvio Forever e causa della censura Rai per il trailer ufficiale della pellicola che recita: “Lo spot della Lucky Red sul film ‘Silvio Forever’ è stato giudicato ‘inopportuno’ dalle strutture Rai preposte, nella parte in cui riproduce una dichiarazione di una persona scomparsa, piegandone immagini e parole a fini satirici.


E se domani…

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E se domani si andasse a votare? Quali sarebbero i temi della campagna elettorale per un’eventuale consultazione nazionale? La costante precarietà del bipolarismo apparentemente compiuto consente solo delle ipotesi sulla composizione degli schieramenti, ma i principali settimanali di politica, cultura e attualità in edicola questa settimana forniscono uno spaccato interessante dei “cavalli di battaglia” che un Pd e un Pdl teoricamente stabili potrebbero (ri)proporre.


Tutto il resto è noia

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 “Che noia i talk di approfondimento”, lamenta Aldo Grasso sul Corriere della Sera del 22 gennaio. Tra le ragioni addotte dal celebre critico televisivo, tuttavia, almeno una merita di essere in parte smentita.


Il Cavaliere e il Conduttore

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Abbiamo già riflettuto sulla peculiare strategia adottata da Silvio Berlusconi nei confronti della presunta partigianeria dei talk italiani, prima di tutto Ballarò, nel trattare tematiche sensibili per la governance del paese. Il 27 ottobre scorso, intervenendo in una puntata dedicata alla giustizia, il Premier aveva “chiuso” forzosamente il dibattito intervendo in chiusura di trasmissione, e lasciando il conduttore nella difficile condizione di “far dialogare” il suo intervento con le posizioni degli ospiti presenti in studio, di rimettere in moto in extremis il meccanismo dello spettacolo della parola, che del dibattito appunto, e non di monologhi si nutre (Pezzini, 1999).


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