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Note su antipolitica e antitelevisione

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Il “mediagate” ferragostano lanciato da la Repubblica, la notizia che i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, e in particolare l’eletto in Emilia-Romagna Giovanni Favia, hanno utilizzato fondi pubblici per acquistare ospitate radiofoniche e televisive, rappresenta un’ottima variante di una tendenza ormai consolidata nella politica e nel giornalismo italiano: quella a spostare il fuoco da una questione di policy a una presa di posizione decisamente political.


L’importanza di chiamarsi Democratico

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La presentazione della “carta degli intenti” del Partito Democratico rappresenta un inedito momento di attivazione estiva delle cronache politiche: non di scandali si parla, ma del dialogo che il leader del Pd è chiamato ad aprire a sinistra e a destra del suo partito, si tratti di trattative “dichiarate” (con Vendola) o “invocate” (più che altro giornalisticamente, con Casini).


La società civile come donna-specchio della politica

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Con il crollo della fiducia nella politica come professione, e con la relativa svalutazione del concetto weberiano di distanza (1919) come qualità imprescindibile della professionalità del politico, a essersi messi in moto sono due processi paralleli.


Sondaggi.Com speciale - L'UDC nella realtà delle Amministrative e nella costruzione informativa

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All'indomani di una consultazione che lascia lo scenario politico italiano profondamente scosso - con la perdita quasi lineare di tutti i partiti "tradizionali" e l'exploit dell'antipolitica - l'Osservatorio Mediamonitor Politica ritiene utile concentrare l'attenzione sul Centro della scena politica, sugli effettivi risultati elettorali raggiunti e sulle modalità in cui questi sono stati letti da un giornalismo che, oltre ai suoi referenti, rischia di perdere anche i suoi migliori script narrativi.

Scarica il report.


Il MoVimento Personale?

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“La personalizzazione dei partiti non è solo […] un fenomeno di vertice. Si è insinuata anche dal basso, rinvigorendo l’antica tradizione italiana del particolarismo. Accanto ai macro-leader nazionali, si sono moltiplicati a centinaia i micro-capi locali che fanno ormai squadra a sé. L’Italia dei grandi partiti appare definitivamente alle spalle, e non sarà certo il tramonto di Berlusconi a farla resuscitare”.


Il Comico e lo Stratega

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Le elezioni non si vincono solo con la comunicazione. È bene ricordarlo, soprattutto nell’epoca in cui l’alluvione comunicativa sembra aver annullato l’azione e l’importanza di tutte le istituzioni di socializzazione – scuola, partiti, giornali (Morcellini, 2011). 


Per una nuova antipolitica al governo? - Commento di Donatella Campus

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L’antipolitica del Movimento Cinque Stelle si colloca perfettamente in linea con la tradizione italiana: una visione che è più propriamente “anti-politici” nel senso che l’obiettivo da colpire è la classe politica, non tanto lo Stato troppo invadente e nemmeno il sistema dei partiti in quanto tale, se non in quanto ‘parcheggio’ di politici appunto incapaci. Questo è un tratto non solo italiano, ma certo prevalente nel populismo all’italiana, quello che, intenderci ha pervaso la politica del nostro paese in molte sue fasi storiche, ma soprattutto nella Seconda Repubblica.


Per una nuova antipolitica al governo?

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La prima settimana politica e mediale trascorsa dall’exploit alle Amministrative del MoVimento 5 Stelle, dominata a partire da martedì 8 maggio dal duello virtuale tra il “Grillo rampante” celebrato dall’ultima copertina de “L’Espresso” e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si conclude con il ritorno a temi più direttamente di campaigning. Domenica 13 maggio Luis Alberto Orellana, il manager candidato a Pavia, ribadisce la politica di alleanze con altre forze politiche del movimento: “Non se ne parla” (http://affaritaliani.libero.it/politica/m5s-orellana130512.html).


L’Eliseo lava più bianco. Gli slogan delle presidenziali francesi

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Domenica 22 aprile i francesi sono chiamati alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali. Sul voto pesano le incognite dell’astensione e dell’indecisione, tendenze che secondo i principali istituti di sondaggi riguarderebbero almeno un terzo dell’elettorato. Come in tutte le elezioni incerte ed equilibrate sono molti i fattori in grado di orientare il clima di opinione incidendo sulle intenzioni di voto. Tra questi c’è senz’altro lo slogan di campagna scelto da ogni candidato come chiave di lettura della propria piattaforma comunicativa.


LegaTalk: il fascino indiscreto dei rituali di degradazione.

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Nelle prime battute della puntata di TvTalk di sabato 14 aprile 2012 stanno, come d’altronde ben si addice a un programma pensato per fare “metatelevisione”, tutte le coordinate fondamentali di quello che, in un immaginario forse superato, si sarebbe chiamato Lega-gate.


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