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Le rivoluzioni di Internet? Il ruolo dei nuovi media nella primavera araba

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Giovedì 28 aprile si è tenuto presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, un seminario dal titolo “Le rivoluzioni di Internet? Il ruolo dei nuovi media nella primavera araba”. Le rivolte che hanno infuocato il Maghreb (e non solo) sono state spesso definite “le rivolte di Facebook”, sottolineando in questo modo il ruolo svolto dalle tecnologie 2.0 nella loro organizzazione. Su questa interpretazione si è aperto un ampio dibattito tra entusiasti e scettici riguardo all’apporto dato dai social network alla partecipazione politica (riportato, ad esempio, dall’autorevole rivista Foreign Affairs).


Micro politica e doppi mandati

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Tra poche settimane molti comuni d'Italia andranno alle urne per rinnovare le proprie amministrazioni. Un appuntamento molto atteso dalla cittadinanza come dai partiti per verificare la popolarità del personale politico "uscente" o constatare l'emergere di facce nuove. Il caso della città di Latina presenta diversi spunti di riflessione.

 


Da Noemi a Ruby, la vita privata del Cavaliere al centro della cronaca politica italiana

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Da qualche mese a questa parte, i media e i giudici milanesi vivono un periodo di superlavoro, atto a documentare le serate di Silvio Berlusconi nelle sue dimore: Palazzo Grazioli, Villa San Martino, ma anche Villa Certosa, sono diventati luoghi di estremo interesse per capire chi frequentasse le “cene tra persone per bene” nelle case del Premier.


A proposito di Silvio

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“Silvio è di una bontà, di una generosità... io penso che tutti lo dicono. È forse unico. Non si vedrà mai una fotografia di Silvio che è in giro, con le donne o altro”. A parlare è Rosa Bossi Berlusconi, madre del protagonista del lungometraggio Silvio Forever e causa della censura Rai per il trailer ufficiale della pellicola che recita: “Lo spot della Lucky Red sul film ‘Silvio Forever’ è stato giudicato ‘inopportuno’ dalle strutture Rai preposte, nella parte in cui riproduce una dichiarazione di una persona scomparsa, piegandone immagini e parole a fini satirici.


Il resistibile fascino dell’Oltre

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Nei giorni dedicati ai festeggiamenti per i 150 anni dello Stato italiano, il Partito democratico ha lanciato una campagna di comunicazione che vede Pierluigi Bersani nuovamente protagonista di una serie di manifesti affissi nelle strade d’Italia.


Come (non) cambia la propaganda politica

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Siamo entrati ufficialmente nell’anno dei festeggiamenti per i 150 dell’unità d’Italia e, nelle librerie e nei convegni, tornano prepotentemente alla ribalta i personaggi della nostra storia: Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele e Garibaldi. Forse il più universalmente conosciuto, il Generale nizzardo è da sempre stato protagonista della propaganda politica italiana.


E se domani…

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E se domani si andasse a votare? Quali sarebbero i temi della campagna elettorale per un’eventuale consultazione nazionale? La costante precarietà del bipolarismo apparentemente compiuto consente solo delle ipotesi sulla composizione degli schieramenti, ma i principali settimanali di politica, cultura e attualità in edicola questa settimana forniscono uno spaccato interessante dei “cavalli di battaglia” che un Pd e un Pdl teoricamente stabili potrebbero (ri)proporre.


Tutto il resto è noia

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 “Che noia i talk di approfondimento”, lamenta Aldo Grasso sul Corriere della Sera del 22 gennaio. Tra le ragioni addotte dal celebre critico televisivo, tuttavia, almeno una merita di essere in parte smentita.


Miti e realtà delle sinistre al governo

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La presentazione dell'ultimo libro di Franco Cazzola,  Qualcosa di Sinistra. Miti e realtà delle sinistre al governo, edito da "il Mulino", si è svolta mercoledì 1° dicembre presso l'aula Mauro Wolf della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Sapienza Università di Roma, ed è stata un'occasione di confronto e dibattito sulle sorti di un'idea. Quella cioè di un'unione di menti in una classe dirigente che sia in grado di reggere la società senza angosce per il futuro, nonostante l'esistenza della stratificazione sociale, delle asimmetrie di distribuzione del reddito e del livello di istruzione.


L'Europa sociale, la parola alla Rete

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Toni appassionati, verve creativa, non rassegnazione alla crisi. Entusiasmo. Il Barcamp di giovedì 11 novembre, nell'Aula Magna della Facoltà di Scienze della Comunicazione, è stato tutto questo e non solo. Sul filo conduttore dell'Europa sociale, sono volate via tre ore di interventi, anche aperti al pubblico. La parola è andata quindi non solo agli esperti, ma agli amatori del tema, a cittadini e studenti, agli analisti della nostra società, italiana ed europea.


La rivincita della politica sul pop?

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Dopo il grande successo della prima puntata del format Vieni via con me, trascinato un po’ dall’inedito tandem Fazio-Saviano, un po’ dalle numerose polemiche che hanno preceduto la messa in onda, un po’ dal sempre scoppiettante Benigni, i riflettori si riaccendono sulla seconda puntata: parteciperanno Fini e Bersani? La questione è interessante sotto due aspetti, tra loro collegati, e che portano la riflessione attorno ai due poli del termine, apparentemente ossimorico, di “politica-pop”.


Reality Obama

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La storia della comunicazione politica sembra compiere un ulteriore passo con ogni nuovo Presidente degli Stati Uniti. Lo staff presidenziale addetto alla comunicazione, infatti, arriva sempre alla Casa Bianca con una innovativa ricetta per gestire in maniera efficace i media.


Cosa resta della campagna Usa?

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Dopo le tumultuose elezioni di medio termine che hanno avuto luogo il 2 novembre 2010, pubblichiamo un approfondimento relativo a un esempio significativo della sfida tra Democratici e Repubblicani: lo scontro tra Harry Reid e Sharron Angle nello stato del Nevada.


Provaci ancora, Bruno!

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Su la Repubblica del 20 ottobre, Antonio Dipollina inquadra con i toni della regressione degli stili della spettacolarizzazione politica l’ultima performance “modellistica” di Bruno Vespa, la ricostruzione dei movimenti degli attori principali del delitto Scazzi (lo zio, la madre, la cugina, la teste chiave) attraverso un plastico della casa di Avetrana.


"Security, Development, Democracy": note su un meeting

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Sicurezza, sviluppo e democrazia sono processi che viaggiano di pari passo e che non possono né banalizzati, né sottovalutati. Parallelamente la questione dello sviluppo e della democratizzazione di aree disagiate o conflittuali del Pianeta non può sfuggire oggi ad esaminatori attenti dei media. Ecco perché l'appuntamento di venerdì 1° ottobre, presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, si è rivelato un momento di riflessione di grande rilevanza, non solo in termini di aggiornamento sullo stato attuale delle relazioni internazionali ma anche dal punto di vista dello studio della comunicazione.


Se c’è ancora qualcuno che pensa che la comunicazione non sia importante…

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Inizio settembre 2010: l’America e il mondo intero si stanno preparando a celebrare il nono anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle, prendendo in considerazione l’idea di costruire su quel luogo, non più simbolo della finanza globale ma del terrorismo a sfondo religioso, una moschea ed un centro islamico.


Return to sender?

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In un periodo in cui la topografia politica del paese è in preda a forti scosse (se si tratti di un vero e proprio terremoto lo sapremo alla ripresa delle attività) la lettera che Walter Veltroni affida al Corriere della Sera del 24 agosto rischia di rimanere ai margini del dibattito. Ma non è solo una questione legata alla formidabile capacità dell’area politica legata a Silvio Berlusconi di rendere narrazione avvincente anche una questione di spaccature interne: a ben guardare, la lettera ha un sapore di già visto, che può essere il segno di una coerenza politica e programmatica come di un’incapacità di rinnovare le proprie proposte dopo il sostanziale fallimento del 2008. 


Regionali 2010: the campaign and the news

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Di seguito vengono illustrati i primi risultati ottenuti dalla ricerca svolta dal gruppo Offerta dell’osservatorio Mediamonitor Politica sulle ultime elezioni regionali svoltesi nel Lazio. I dati sono naturalmente ancora in corso di elaborazione e andranno completati con i risultati ottenuti dal gruppo Ricezione, che ha analizzato la campagna elettorale dalla parte dei cittadini.


Il Cavaliere e il Conduttore

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Abbiamo già riflettuto sulla peculiare strategia adottata da Silvio Berlusconi nei confronti della presunta partigianeria dei talk italiani, prima di tutto Ballarò, nel trattare tematiche sensibili per la governance del paese. Il 27 ottobre scorso, intervenendo in una puntata dedicata alla giustizia, il Premier aveva “chiuso” forzosamente il dibattito intervendo in chiusura di trasmissione, e lasciando il conduttore nella difficile condizione di “far dialogare” il suo intervento con le posizioni degli ospiti presenti in studio, di rimettere in moto in extremis il meccanismo dello spettacolo della parola, che del dibattito appunto, e non di monologhi si nutre (Pezzini, 1999).


Una crisi di sistema

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Un primo dato che va rimarcato nel voto di marzo è di carattere sistemico. Le regionali hanno visto la caduta drastica della partecipazione elettorale. Gli astensionisti, con il 36 per cento, sono diventati il primo partito italiano. Se ad essi si aggiungono anche le schede nulle e bianche si sfiora il 40 per cento di soggetti che si sentono estranei rispetto alle forme assunte dall’agire politico nei tempi del bipolarismo meccanico.