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Oltre l’incerta postura comunicativa del Professore

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A margine della conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Mario Monti, quasi tre ore che hanno dominato il palinsesto politico del 29 dicembre, è interessante osservare una fortissima discrasia tra i piani della forma e del contenuto nella comunicazione del secondo Professore prestato alla politica italiana.


Telepolitica, i rischi della rottamazione

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Evidentemente, la “luna di miele” con i media non vale per i governi tecnici: sotto gli ulivi del governo Monti, infatti, non sembra esserci pace. I primi giorni di dicembre si riempiono di una polemica nuova, dopo quelle derivate dai molti annunci di sacrifici economici in nome del pareggio di bilancio e del rispetto delle richieste dell’UE: una polemica che riguarda la partecipazione del Premier alla trasmissione Porta a Porta.


Cala il sipario?

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Berlusconi, nel tempo, è divenuto l’ossessione del centrosinistra. Forse per l’innegabile conflitto d’interessi che è rimasto irrisolto tanto nei periodi di governo del centrodestra quanto in quelli del centrosinistra. Forse per l’impero mediatico che Sua Emittenza ha edificato grazie al favore politico che, prima ancora della sua discesa in campo, gli ha concesso i tre decreti salva-Fininvest (approvati tra l’ottobre 1984 e il gennaio 1985 dal governo Craxi) e la legge Mammì del 1990. Un impero che gli ha permesso di edificareilpartito del biscione e di indicare i canoni della fiorente opinione-pubblico, costituita dai soggetti più esposti al generalismo televisivo (Morcellini, 1995).


Gente che va, Gente che viene

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L’atmosfera da cambio di regime che attraversa la politica italiana in queste ore convulse è resa con efficacia dai titoli della stampa nazionale ed internazionale. La cronaca della staffetta tra il dimissionario Berlusconi e il presidente del consiglio in pectore Monti domina sulle prime pagine dei quotidiani italiani, che danno sfogo al giubilo per la “liberazione” raggiunta, o, sul versante opposto, esprimono scetticismo sulla figura dell’uomo individuato da Napolitano per gestire questa fase di delicato riassestamento della situazione politica e finanziaria del paese.


Populista o bravo comunicatore?

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“Populista di centro”, “il nuovo Craxi”, “uomo di destra”, senza dimenticare la classica “rottamatore”. Da quando Matteo Renzi è entrato nell’agone politico ha collezionato una serie di etichette attribuitegli da colleghi di partito, oppositori politici, giornalisti e analisti. Quando un nuovo elemento irrompe nello scenario si sente il bisogno di riconoscerlo, dargli un nome e associarlo a determinate caratteristiche che lo caratterizzino come simile a Noi o all’Altro.


Se la Merkel e Sarkozy fanno i Berlusconi

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James Hillman, qualche anno fa, spiegava che La vecchia idea di leadership alla Cola di Rienzo, un condottiero su un cavallo bianco, non funziona più. Ci vuole qualcuno al di fuori dei quadri tradizionali della politica. Noi abbiamo eletto due attori per esempio, Reagan e Schwartzenegger, gli italiani un comico, Berlusconi. E questo spiega il suo successo elettorale (Ronchey 2005).


Riti abbreviati di degradazione

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“I processi di delegittimazione politica sono prodotti da cause strutturali, ma, per essere efficaci, devono essere codificati simbolicamente, cioè devono essere espressi a livello culturale. Uno dei momenti culminanti di tale codifica simbolica si verifica quando coloro che detengono il potere vengono spogliati delle insegne dell’autorità. Spesso ciò avviene attraverso vere e proprie cerimonie di degradazione in pubblico che, nel distruggere l’identità sociale degli ex potenti, ricostituiscono ritualmente la collettività minacciata dal processo di delegittimazione e riassumono complesse forme di mutamento politico fissandone il significato in maniera univoca” (Giglioli, Cavicchioli, Fele 1997, p. 15).


I-Sel. L’immaterialismo storico di Sinistra, Ecologia e Libertà

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Chissà se qualcuno della Apple conosce Sinistra Ecologia e Libertà? Magari, se così fosse, tra qualche giorno potremmo vedere affisso sui muri di Roma un manifesto della casa di Cupertino con su scritto: “La Apple sentitamente ringrazia i compagni di Sinistra Ecologia e Libertà per aver preso parte al lutto che ha colpito l’azienda”.
Potrebbe essere questa la risposta ad un manifesto apparso per le strade della capitale col quale la federazione romana di Sel ha dato l’estremo saluto a Steve Jobs.


Il mito della Padania nella comunicazione delle due Leghe

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Il 30 Settembre scorso Giorgio Napolitano, durante un intervento all’Univesità di Napoli, ha rivolto parole molto dure nei confronti delle spinte secessioniste della Lega Nord, negando l’esistenza di un popolo denominato “padano”. Riferendosi in particolare al linguaggio degli esponenti leghisti il Capo dello Stato ha affermato: “Quello che si sente è spesso un incoraggiamento ridotto al minimo anche dal punto di vista dell'espressione verbale, grida che si elevano in quei prati in cui non c'è il popolo padano, ma una certa parte del corpo elettorale. Che ha scarsa conoscenza di alcune cose, tra cui l'Articolo 1 della Costituzione”.


No ai processi in tv, sì alla difesa in tv

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Nel 1994 Jean-Marie Colombani avvertiva l’Europa dell’imminente avvento della telecrazia made in Italy, realizzata con “un raid elettorale facilitato dalla manipolazione spudorata dei mass media posseduti dall' ex finanziatore di Bettino Craxi” (Colombani, 1994). L’ex direttore de ‘Le Monde’ non si riferiva all’uso politico dei mass media che son sempre serviti per veicolare parte dell’elettorato, ma al caso specifico di Silvio Berlusconi giacché, con la sua discesa in campo, avrebbe mutato le regole del gioco fino a far sì che,nel Belpaese, “Berlusconiani e anti-berlusconiani albergano nella stessa esperienza, si riconoscono nemici perché vivono una stessa dimensione.


Le due facce della presidenzializzazione

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 Il centocinquantenario dell’Unità d’Italia rappresenta uno dei rari casi di cerimonia civile e mediale in cui l’elemento commemorativo sembra essere superato da una rivendicazione di identità e perfino di orgoglio di essere italiani. Al centro di questa congiuntura eccezionale, la figura del Presidente della Repubblica, oggetto di riflessioni parallele sulla cultura civica del paese e sulla via italiana alla presidenzializzazione, presentate la prima sulla rivista Comunicazionepuntodoc e la seconda nel corso di uno dei panel del XXV Convengo annuale SISP.

 


Il rivoluzionario qualunquista

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Le tematiche che,ultimamente, rubano le prime pagine di periodici e quotidiani e le scalette dei telegiornali, rimbalzano dagli insistenti riferimenti alla presunta loggia P4, con le trame mai recise del faccendiere Bisignani (Barbacetto, 2011), alla persistenza del sistema delle mazzette come “dovere morale” che travolge sinistra - con Viscardo Paganelli - e destra - si veda il caso dei deputati Pdl Alfonso Papa(arrestato lo scorso 20 luglio, dopo il contestatissimo voto favorevole della Camera) e Marco Milanese (ex consigliere politico del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, per il quale laGiunta per le Autorizzazioni della Camera dovrebbe procedere, tra circa una settimana,all'esame della richiesta d’arresto avanzata a suo carico dai pm napoletani).


Davide e Golia

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Le recenti elezioni amministrative possono essere lette come una cartina di tornasole per monitorare il gradimento nazionale del governo. Ed infatti il risultato a tutti noto mostra una decadenza dell'attuale leadership di centro destra. Dove però questo aggregato politico tiene, forse solo apparentemente per una casualità, è in Calabria. Mentre tutto si muove verso nuovi equilibri maggiormente favorevoli a forze differenti da quelle guidate dall'attuale presidente del Consiglio, nella punta dello Stivale prevalgono quasi ovunque, a livello provinciale, le forze del centro destra. Cerchiamo di comprendere il caso del capoluogo.


Il “comico della politica” non fa più ridere

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Nel 2006 disse che non ci sarebbero stati “così tanti coglioni” da votare Prodi. E perse. Qualche giorno fa, dal salotto di Porta a Porta, ha dichiarato che De Magistris e Pisapia avrebbero perso poiché gli elettori non sarebbero andati in seggio “lasciando a casa il cervello”. E ha perso. Nel 2006 il centrosinistra si stabilì a Montecitorio in un crogiolo di antiberlusconiani. A Napoli e a Milano, senza dimenticare le imprese insperate di Novara, Cagliari e Trieste, si sono imposti dei candidati sicuramente diversi da quelli a cui sono abituati gli italiani. E, per questo, sono stati entrambi definiti, estremisti e populisti.


Terzo polo a Cinque stelle

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Il vero terzo polo è il MoVimento “5 stelle” di Beppe Grillo. È questa una delle interpretazioni più ricorrenti sulla stampa quotidiana all’indomani delle elezioni amministrative.

Apre così Il Fatto quotidiano, con un articolo di Fabrizio d’Esposito, che sottolinea come l’affermazione principale di Grillo avvenga proprio a Bologna, città natale di Fini e Casini, leader di quel terzo polo che esce dalle urne più traballante che mai.


Il declino dell’uomo pubblico nell’hard news di Strauss-Kahn

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In poche ore l’attenzione del pubblico francese si è spostata dai gossip sull’ipotetica “gravidanza elettorale” della première dame Carla Bruni alla cronaca dell’arresto per tentato stupro del direttore generale del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn. In attesa che i contorni giudiziari della vicenda trovino una definizione più nitida, le reazioni delle prime ore testimoniano lo stato di choc e caos del mondo politico transalpino.

 


Le rivoluzioni di Internet? Il ruolo dei nuovi media nella primavera araba

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Giovedì 28 aprile si è tenuto presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, un seminario dal titolo “Le rivoluzioni di Internet? Il ruolo dei nuovi media nella primavera araba”. Le rivolte che hanno infuocato il Maghreb (e non solo) sono state spesso definite “le rivolte di Facebook”, sottolineando in questo modo il ruolo svolto dalle tecnologie 2.0 nella loro organizzazione. Su questa interpretazione si è aperto un ampio dibattito tra entusiasti e scettici riguardo all’apporto dato dai social network alla partecipazione politica (riportato, ad esempio, dall’autorevole rivista Foreign Affairs).


Micro politica e doppi mandati

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Tra poche settimane molti comuni d'Italia andranno alle urne per rinnovare le proprie amministrazioni. Un appuntamento molto atteso dalla cittadinanza come dai partiti per verificare la popolarità del personale politico "uscente" o constatare l'emergere di facce nuove. Il caso della città di Latina presenta diversi spunti di riflessione.

 


Da Noemi a Ruby, la vita privata del Cavaliere al centro della cronaca politica italiana

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Da qualche mese a questa parte, i media e i giudici milanesi vivono un periodo di superlavoro, atto a documentare le serate di Silvio Berlusconi nelle sue dimore: Palazzo Grazioli, Villa San Martino, ma anche Villa Certosa, sono diventati luoghi di estremo interesse per capire chi frequentasse le “cene tra persone per bene” nelle case del Premier.


A proposito di Silvio

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“Silvio è di una bontà, di una generosità... io penso che tutti lo dicono. È forse unico. Non si vedrà mai una fotografia di Silvio che è in giro, con le donne o altro”. A parlare è Rosa Bossi Berlusconi, madre del protagonista del lungometraggio Silvio Forever e causa della censura Rai per il trailer ufficiale della pellicola che recita: “Lo spot della Lucky Red sul film ‘Silvio Forever’ è stato giudicato ‘inopportuno’ dalle strutture Rai preposte, nella parte in cui riproduce una dichiarazione di una persona scomparsa, piegandone immagini e parole a fini satirici.