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«E’ stato faticoso individuare i nomi dei candidati per la mia lista alle regionali». Non usa il politichese l’avvocato e parlamentare Giulia Bongiorno intervistata a Radio Sapienza. Ai candidati della lista Bongiorno, infatti, ha fatto firmare due moduli in cui dichiarano di non essere stati nemmeno sfiorati da indagini di nessun tipo e che non hanno conflitti d’interesse fra il proprio patrimonio e le scelte da fare in regione in caso di elezione. In pratica una selezione naturale che ha creato non pochi mal di pancia all’interno dei partiti che la sostengono. «Sono la prima, proprio perché avvocato penalista, a non far mai coincidere indagini e colpevolezza ma, detto questo, chi deve rappresentare altri dev’essere “candido”».

La conversazione inizia con le problematiche della regione Lazio, di cui è candidata alla Presidenza. E' preparata, sicura di sé, rispettata e spesso temuta dai colleghi parlamentari tanto è vero che lo stesso Storace, in campagna elettorale, la frase più cattiva che le ha dedicato è stata «la Bongiorno non ha nemmeno il sito Internet».

Sanità, trasporti, diritto allo studio, tanti sono i temi affrontati e le soluzioni proposte dalla parlamentare nell’intervista. Non rende però il favore al candidato del PDL Storace di cui dice «è il passato che si ricicla e uso un eufemismo perché ho deciso di non esasperare i toni…» e poi aggiunge «ho sentito dire che Berlusconi anche per il Lazio inizialmente aveva fatto anche valutazioni estetiche per la scelta dei candidati». Deve poi aver cambiato idea.

Da non perdere la seconda parte dell’intervista, dove Bongiorno risponde, senza esitazioni, a domande quali le pressioni di Berlusconi in Commissione Giustizia per le leggi ad personam (da cui trae origine la violenta campagna mediatica contro Fini), i motivi per cui nessuna coalizione anticipa i nomi dei Ministri («c’è il rischio di demotivare tutti gli altri»), i rapporti fra banche e politica, la legittimità dei leader stranieri di esprimere giudizi sui candidati premier di un altro Paese, gli attacchi del Corriere della Sera. Non risparmia una battuta su chi sarà il futuro premier in caso di vittoria del PDL («Nooooo, quello rientra fra i misteri della vita!»). Senza appello è anche il ritratto di Silvio Berlusconi. La parte finale è dedicata ai temi etici e, in particolare, perché sono scomparsi dalla campagna elettorale. «All’interno di ogni singolo partito, anche del PD, non c’è condivisione su certi temi ma per quanto mi riguarda, qualsiasi situazione di fatto ha necessità di una disciplina giuridica».

di Giuseppe Licinio
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