Lifting dellÔÇÖimmagine, comunicazione pop, striptease elettorale. Elementi dello spettacolo politico in Polonia

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(Image: (cc) PiS)

 

Nell’epoca del potere quasi assoluto dei mezzi di comunicazione, la politica spesso si converte in uno spettacolo mediatico. Con la globalizzazione, in seguito ad un incessante intercambio di valori e costumi, quello che sta succedendo nella “Vecchia Europa” influenza notevolmente lo spazio pubblico e la vita quotidiana in Polonia. Si produce così,  anche nel contesto polacco, lo stesso fenomeno  di spettacolarizzazione della politica che caratterizza i Paesi occidentali.

L’ultimo ventennio ha visto sorgere vari cambiamenti nella scena politica in Polonia. Hanno avuto luogo diversi esperimenti politici”, lasciando spazio a numerosi partiti e movimenti governati da vari leader, caratterizzati da visioni ideologiche e strategie particolari per il futuro. Sono entrati in competizione sulla scena politica non solo sistemi di valori, programmi politici e metodi di agire differenti, ma anche scelte di diversi modelli di comunicazione con il pubblico, linguaggi e strumenti utilizzabili in periodo di campagna elettorale.In occasione delle elezioni dell’autunno del 2011 molti commentatori, sociologi, politologi e giornalisti iniziarono ad interrogarsi su quale potesse essere la nuova direzione intrapresa dalla politica polacca. Si è assisto al comparire di alcuni fenomeni nuovi che difficilmente combaciavano con la visione classica della Polonia, considerata come uno dei paesi più tradizionalisti e conservatori d’Europa. Ma, nonostante le differenze nelle proposte politiche, alcuni elementi distintivi in comune hanno unito i vari partiti nel campo delle strategie di comunicazione politica. Possiamo raggruppare questi elementi di somiglianza nelle tre seguenti categorie:

1.Lifting e “rinnovamento”  dell’immagine: lotta contro l’arcaismo e marcia verso l’essere trendy

2. Richiamo al sex appeal femminile: la presenza “decorativa” delle donne

3 L’uso di una retorica dirompente, provocante, e del gioco mediatico :  rompere gli schemi di comportamento, utilizzare un linguaggio provocante, creare lo scandalo  (specialmente nei messaggi politici del Movimento di  Palikot).

 Uno dei tratti unificanti queste strategie, soprattutto durante la campagna elettorale, è stato il richiamo alla modernità, al progresso, alla cultura del presente dominata dalla globalizzazione e dall’informatizzazione. Anche i partiti più tradizionali e conservatori (come il Partito Contadino e Diritto e Giustizia) hanno ceduto alle forze della mediatizzazione della vita pubblica e si sono trascinati dall’ossessione della popolarità. La volontà di apparire per forza attraenti, stimolanti, moderni, vicini alla generazione dei giovani, informali e spontanei (anche se spesso assistiamo ad una spontaneità accuratamente studiata per gli scopi della campagna elettorale)  invece di giovare al miglioramento del discorso con il pubblico ha spesso  prodotto dei risultati contrari:  si è infatti assistito ad una ridicolizzazione del messaggio elettorale e ad un calo della credibilità. E’ stato inoltre utilizzato il coinvolgimento di rock star, figure solitamente appartenenti al mondo dell’anti conformismo, e protagonisti dello sport nelle attività di sostegno elettorale (es. gli ex-campioni dei Giochi Olimpici che si sono candidati nelle elezioni attuando un curioso passaggio dall’“agire sportivo all’agire politico”, o gli spot elettorali con sottofondo “metal” ).

 Seguendo i costumi politici oramai radicati nelle democrazie occidentali  la campagna del 2011 in  Polonia ha rivelato nuove strategie di marketing politico legate alla sessualità, alla sensualità e all’attrazione fisica. Si è assistito ad una sorta di “berlusconizzazione” dell’agire e del comunicare politico in salsa polacca. Nella campagna elettorale sono state coinvolte tante donne giovani ed attraenti in funzione prevalentemente “decorativa”. Anche il leader conservatore di Diritto e Giustizia ha puntato sul fascino femminile, presentandosi negli spot e sui manifesti in compagnia di giovani ragazze, chiamate dalla stampa “Gli angioletti di Kaczy┼äski”. In uno dei cartelli pubblicitari le giovani e sorridenti creature “angeliche” invitavano il pubblico: “Venite con noi”. Sebbene alcune candidate si volessero pronunciare sul programma del partito, la loro bellezza è stata sempre predominante nelle loro immagini costruite e diffuse dai media, oscurando allo stesso tempo la  loro preparazione e professionalità. Come è accaduto ad esempio nel caso Di Sylwia ┼üugowska, battezzata subito dai giornalisti “l’Angelina Jolie polacca” (per una certa somiglianza con la famosa attrice). Questa strategia promozionale di ricorrere al fascino del corpo femminile è stata utilizzata anche dall’Alleanza di Sinistra Democratica, che in teoria dovrebbe essere il partito promotore delle pari opportunità e nemico degli stereotipi di genere par excellence. Emblematico è stato il caso della giovane studentessa di Scienze Politiche Katarzyna Lenart, candidata della sinistra, che in uno degli spot elettorali  ha effettuato uno spogliarello imitando Sharon Stone nella famosa scena del film “Basic Instinct”.

 Dall’altra parte, la più grande sorpresa ed il vero vincitore delle elezioni,  Janusz Palikot, con la sua formazione politica Movimento Palikot ha proposto una specie di terapia shock per la società polacca. Con lo slogan “Polonia moderna” e con la volontà di trasformarla in un paese “moderno, laico, amichevole e sociale” ha affascinato una parte cospicua dei polacchi con posizioni anti-conservatrici, anti-clericali e con una visione liberale del mondo. Allo stesso tempo però ha sconvolto certi ambienti, specie quelli tradizionali, ereditari della mentalità contadina e dichiaratamente cattolici.  La strategia comunicativa del MP è stata basata su soluzioni moderne: il contatto con i giovani, il continuo richiamo alla spettacolarizzazione e il riconoscimento del potere dell’immagine,  l’uso del performance politico e del  controllato populismo mediatico, il linguaggio  autentico, deciso, intransigente. Già in precedenza il “magnate” Palikot  si era  presentato in alcune occasioni con oggetti  abbastanza atipici per  il dibattito pubblico, con il chiaro intento di dare forza al suo messaggio  : una testa di maiale, una pistola, un vibratore. E’ importante sottolineare che con il Movimento Palikot sono però entrati nel Parlamento polacco nuovi attori politici: rappresentanti degli ambienti LGBT, omosessuali e anche una transessuale.

Oggi, dopo più di un anno di attività politica nel Parlamento , Palikot  sta visibilmente perdendo l’appoggio del suo elettorato. L’affascinante “discesa in campo” dell’intelligentissimo e provocante  businessman è servita come trampolino di lancio della carriera politica indipendente dai partiti tradizionali, ed ha risvegliato la coscienza civica di molti polacchi finora poco attivi nella sfera pubblica. Finita però la prima fase della performance i  nuovi attori politici del Movimento pieni di coraggio ed entusiasmo si sono confrontati con la realtà dell’agire politico di ogni giorno. La terapia shock per la società polacca iniziata con successo rischia ora di interrompersi prima di raggiungere il mirato obiettivo.  Le prossime elezioni mostreranno dunque quanto è rimasto di quella nuova immagine della politica più piacevole, più amichevole e più vicina ai cittadini.

di Karolina Golemo

(Image: (cc) PiS) 

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