Miti e realtà delle sinistre al governo

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La presentazione dell'ultimo libro di Franco Cazzola,  Qualcosa di Sinistra. Miti e realtà delle sinistre al governo, edito da "il Mulino", si è svolta mercoledì 1° dicembre presso l'aula Mauro Wolf della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Sapienza Università di Roma, ed è stata un'occasione di confronto e dibattito sulle sorti di un'idea. Quella cioè di un'unione di menti in una classe dirigente che sia in grado di reggere la società senza angosce per il futuro, nonostante l'esistenza della stratificazione sociale, delle asimmetrie di distribuzione del reddito e del livello di istruzione. Tale idea si è concretizzata nella categoria politica di "sinistra", che ha avuto vicende alterne nel corso del tempo e la cui analisi attuale è oggi necessaria per comprendere a quali cambiamenti è andata soggetta.

Dopo la seconda guerra mondiale, nella storia dell'Europa è riscontrabile un'iniziale forza dell'idea di socialdemocrazia, di riconoscimento di diritti considerati inalienabili: istruzione, lavoro, salute. Si tratta di un corso della storia in cui è prevalso, come afferma Michele Prospero, «una guida pubblica del privato». Con tale locuzione, si vuole intendere l'insieme di risposte alle sfide poste dalle interazioni sociali nel senso di un predominio degli interessi considerati pubblici rispetto a quelli di una particolare classe sociale o gruppo economico prevalente. Di fronte al successo elettorale, la socialdemocrazia ha dovuto poi barcamenarsi, come ha affermato Mauro Calise, su un difficile punto d'incontro tra un aleatorio «che fare» e un pragmatico «cosa essere», riuscendo a «fare un po' di differenze in alcuni casi». Questa idea entra in crisi nel 1973: si è avuta gradualmente una inversione di tendenza, caratterizzata dalla avanzata di politiche neo liberiste, dalla messa in discussione di diritti sociali e civili e dall'eclissarsi di quella idea di giustizia sociale. I rapporti di forza si sono orientati in senso sfavorevole alla classe lavoratrice, al ceto medio e medio basso. Si è verificato un allargamento della forbice di reddito tra dipendenti e manager, nelle aziende: se prima si poteva stimare in 1 a 100 il rapporto tra le due retribuzioni, si è passati ad un rapporto attuale di 1 a 600, di 1 a 1000 nelle maggiori realtà produttive e finanziarie. Per comprendere la situazione attuale, la lettura del libro in questione può contribuire, continua Calise, a maturare «quel pizzico di informatissimo disincanto».

Conseguentemente, i diritti prima dati per acquisiti sono stati messi in discussione, fino a giungere al 2007, una data che ha segnato, con una nuova forte crisi mondiale, un ritorno della presenza del pubblico in economia. Tuttavia, si tratta di una fase di passaggio non ancora concluso e rispetto al quale emerge la sensazione che non si possa parlare di un ritorno al "paradiso perduto" della sinistra. Il salvataggio pubblico di alcune banche e di alcune aziende nevralgiche per le economie di alcuni stati è piuttosto il segno di una parziale inversione di tendenza, in un contesto internazionale profondamente differente da quello degli anni '50.

Il mutamento verificatosi da allora sembra soprattutto esistenziale, oltre che socio - economico: si è passati da una concezione del futuro in qualche modo governabile ad una di totale contingenza. Flessibilità, precarizzazione, frammentazione del lavoro e svuotamento delle politiche sociali ne sono gli effetti più percepibili. Ma l'analisi di Cazzola va oltre, in quanto prende posizione su che cosa sia stata la sinistra e in che cosa si sia differenziata dalla destra, al di là della situazione attuale di svuotamento di quelle idee. La sinistra è stata in grado di imporre una visione del mondo, anche se vivere nel mondo di oggi solleva interrogativi sulla possibilità stessa di un tale fenomeno. Più che dell'uguaglianza, come ha affermato Prospero, la sinistra è stata dalla parte della autonoma espressione della persona e di una società fondata sul sapere e la conoscenza. Oggi, la sinistra ha dovuto cedere alle sirene dell'individualismo portato all'estremo e i soggetti marginali, da essa tradizionalmente rappresentati, sono in parte vittima del populismo.

La soluzione individuata da Cazzola è, per la sinistra, quella del recupero di una capacità di governo della società. Ciò può essere possibile solo, dati i presupposti alla base di tale progetto politico, comprendendo le tensioni sociali e dando loro possibilità di esprimersi. Come ha affermato Mario Tronti, ciò è possibile attraverso la coesistenza della «sinistra di governo» con la «sinistra di conflitto». Come si può realizzare un tale progetto? Attraverso la capacità di coordinare l'attività legislativa di una maggioranza non risicata con la mobilitazione della società e delle piazze. Il presupposto di questa dinamica di governo sta nella capacità della sinistra di recuperare un rapporto positivo con il territorio, inteso non come spazio di mercato ma di interazione e solidarietà sociale. La sinistra, secondo Cazzola, ha necessità inoltre di disporre di una «organizzazione stabile», non condizionata sempre e comunque dall'emergenza del momento, ma protesa al governo del futuro.

  di Massimiliano Nespola