E alla fine arriva Emma

Immagine principale: 

Per le strade del Lazio, già da tempo sotto lo sguardo deciso e pervasivo di una Renata Polverini moltiplicata in centinaia di manifesti “in serie”, è comparso (pericolosamente?) in prossimità dei quaranta giorni di campagna, il volto rilassato e rassicurante di Emma Bonino.

Il contrasto tra le due strategie è lontano dall’essere circoscrivibile alla sola variabile temporale. Da giorni, infatti, si trascina sui giornali la polemica sui “manifesti selvaggi” della candidata del centrodestra, ora calata in un frame di rispetto del decoro urbano, e quindi in implicita polemica col civismo delle politiche del sindaco Alemanno, ora legata alla spina sanatoriale del decreto “milleproroghe”, quasi a denunciare una “connivenza” con le politiche meno “civili” del governo. Il contrasto, allora, è sui luoghi dell’agire persuasorio. All’alluvione comunicativa che la candidata del centrodestra ha riversato letteralmente sulle pubbliche piazze (e sulle pubbliche strade), la candidata del centrosinistra ha preferito l’occupazione del foro virtuale del dibattito mediale. Certa di poter supplire all’eventuale ristrettezza del palcoscenico prescelto (la maggior parte dello spazio sembra esser stato occupato sulle pagine dei quotidiani locali) in virtù della diversa rendita di posizione rispetto alla sua immagine. Il fantasma di quei grandi occhiali tondi e di quel sorriso mite aleggiava da tempo sulle strade laziali.  

  di Christian Ruggiero