Verso il Personal Democracy Forum

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Il 20 e 21 novembre prossimi sbarca nella futurista torre Agbar di Barcellona il Personal Democracy Forum, da sei anni luogo di incontro in America di politici, tecnici, comunicatori per discutere del complesso rapporto tra media e politica, delle reciproche influenze ed interferenze, delle opportunità e dei possibili sviluppi futuri.

Un dibattito annoso, rinvigorito dal recente successo della campagna mediatica di Barack Obama che ha mostrato come Internet possa avvicinare la gente alla politica ed il governo ai cittadini attraverso maggiore trasparenza e partecipazione. Numerosi ed importanti i temi su cui dibatteranno le diverse professionalità (scrittori, blogger, politici, comunicatori, tecnici) chiamate a discuterne.

Un dato, però, colpisce: tra i partecipanti nessun rappresentante del mondo asiatico, né del mondo arabo e mediorientale. Come una triste esemplificazione della separazione e dell’incompatibilità che talvolta si vuole sottolineare tra questi due mondi, il mondo arabo impegnato nello sviluppo del digitale si era dato, invece, appuntamento a Roma il 13 ottobre per “Oriente.com“, il secondo incontro del ciclo “Capitale digitale:idee per il futuro“, un progetto prodotto e curato da Telecom Italia, Wired Italia e la Fondazione Romaeuropa. Un’occasione di dibattito sullo stato di diffusione del 2.0 nel mondo arabo: dalla recente acquisizione del portale arabo Maktoob da parte di Yahoo! alla “Silicon Valley araba” (la Giordania) appare evidente che questa parte di mondo è inserita nel flussi globali della comunicazione e che con la sua giovane popolazione – il 70% della popolazione araba è sotto i 25 anni – potrà fare le differenza nell’uso delle nuove tecnologie per costruire innovazione, aprire nuovi business, fare politica, mobilitare alle cause sociali.

di Patrizia Laurano