Personaggi in cerca di politica. Note sul libro di Rita Dietrich “Votare per chi, votare perché” (IBUC, 2013)

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Il libro di Rita Dietrich rappresenta una sorta di “diario minimo” dei riferimenti utili ad affrontare un discorso pubblico sulla politica e la sua crisi.


Streaming in vain?

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Alcune sollecitazioni di un intervento a TgCom24 circa il vertice Pd-M5S di mercoledì 25 giugno meritano di essere approfondite.


Tele-risultati elettorali

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Non è facile fare un’analisi dei risultati elettorali dal punto di vista dei soggetti che da quei risultati sono stati maggiormente stressati. Non solo i “grillini”, passati rapidamente da una vittoria che, a bocce ferme, è stata data troppo per certa, a un risultato talmente insoddisfacente da costringere i vertici del MoVimento a ricorrere a un celebre antiacido.


Matteo Renzi, la sostenibile(?) leggerezza dell’essere vincente

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Superati (e di molto) tutti i leader precedenti, il nuovo recordman della sinistra italiana si chiama Matteo Renzi. Il 40,8% raccolto dal suo Pd è un risultato storico, mai raggiunto prima – e nemmeno sfiorato – da alcun leader della gauche nostrana, che mette definitivamente la parola fine alle sterili polemiche sul traumatico cambio con Enrico Letta alla guida del Governo dopo la schiacciante vittoria – ma contro Cuperlo e Civati – alle “primarie” per la leadership democratica dell’8 dicembre 2013.


And the topic is…

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Se è vero che le decisioni di voto, in un’epoca in cui l’elettorato d’appartenenza è solo un lontano ricordo e la sua “fluttuanza” aumenta da una prova delle urne alla successiva, uno sguardo ai temi dell’ultima settimana di campagna elettorale, da lunedì 19 a venerdì 23 maggio, può dare qualche spunto a chi cerca attuare il difficile mestiere delle previsioni di voto.


Come nella scherma

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Ci sono testi che fanno la storia di una disciplina, non solo per l’analisi che propongono, ma per la capacità di azzeccare la metafora. Lungo tutto il corso della cosiddetta Seconda Repubblica, il rapporto fra politici e politici, e fra politici e giornalisti, è stato Come nella boxe, secondo un celebre saggio di Omar Calabrese, che a sua volta riprende uno scritto di Roland Barthes. Non è stato, però un incontro di boxe quello che abbiamo visto a Porta a Porta ieri, 19 maggio 2014.


Europee 2014, pane per i denti dell'antipolitica

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Il vero leit-motiv delle campagne elettorali italiane, che siano politiche, amministrative o europee, è ormai lo stesso: gli scandali politico-economici legati ai due maggiori schieramenti.


A due settimane dal voto, la posta in gioco è Renzi

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Nella sin troppo ricca offerta dei temi che la campagna elettorale ha presentato, all’interno dei talk show delle sette reti generaliste[1], nella settimana compresa tra il 5 e l’11 maggio[2], spiccano una issue pura (legata ad un avvenimento esterno alla volontà del sistema politico e di quello mediale), il caso degli scontri allo Stadio Olimpico, e ben quattro issue indotte (individuate, selezionate e poste al centro del dibattito pubblico in modo autonomo da uno degli attori), con un unico autore: Matteo Renzi.


Per 80 Euro?

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Tramontata, salvo colpi di scena, la possibilità di una seconda ospitata di Matteo Renzi ad “Amici” di Maria De Filippi, e dissoltesi in fretta le polemiche a riguardo, il dibattito mediale e politico dell’Italia che si dirige verso le Europee del 2014 doveva pur trovare un argomento autoreferenziale attorno al quale polarizzare l’attenzione. Lo ha trovato nelle parole di Piero Pelù dal palco di Piazza San Giovanni a Roma, pronunciate durante il concerto per il Primo Maggio.


Cinque personaggi in cerca d’autore

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Le Europee sono alle porte. Vengono presentati i simboli dei partiti, con le conseguenti polemiche sugli schieramenti, che anticipano e radicano nel dibattito tutto nazionale il tema, ben più ampio, degli apparentamenti con le grandi famiglie politiche europee. Soprattutto, inizia la campagna comunicativa dei partiti, e ancora una volta i manifesti ricoprono un ruolo fondamentale.


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