Teorie e tecniche del fuorionda

Immagine principale: 

Ancora Giovanni Favia. Dopo la polemica estiva sulle ospitate a pagamento in radio e Tv regionali, e sulla stessa opportunità per un “grillino” di andare in Tv, il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle torna al centro della cronaca politica per un “fuori onda” in cui condanna duramente la mancanza di democrazia all’interno del movimento di Grillo.


Note su antipolitica e antitelevisione

Immagine principale: 

Il “mediagate” ferragostano lanciato da la Repubblica, la notizia che i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, e in particolare l’eletto in Emilia-Romagna Giovanni Favia, hanno utilizzato fondi pubblici per acquistare ospitate radiofoniche e televisive, rappresenta un’ottima variante di una tendenza ormai consolidata nella politica e nel giornalismo italiano: quella a spostare il fuoco da una questione di policy a una presa di posizione decisamente political.


Cui prodest?

Immagine principale: 

Una lettura diacronica del caso “Pussy Riot” rivela un aspetto interessante dell’applicazione delle teorie della narrazione all’agire politico.


L’importanza di chiamarsi Democratico

Immagine principale: 

La presentazione della “carta degli intenti” del Partito Democratico rappresenta un inedito momento di attivazione estiva delle cronache politiche: non di scandali si parla, ma del dialogo che il leader del Pd è chiamato ad aprire a sinistra e a destra del suo partito, si tratti di trattative “dichiarate” (con Vendola) o “invocate” (più che altro giornalisticamente, con Casini).


La societĂ  civile come donna-specchio della politica

Immagine principale: 

Con il crollo della fiducia nella politica come professione, e con la relativa svalutazione del concetto weberiano di distanza (1919) come qualità imprescindibile della professionalità del politico, a essersi messi in moto sono due processi paralleli.


Sondaggi.Com speciale - L'UDC nella realtĂ  delle Amministrative e nella costruzione informativa

Immagine principale: 

All'indomani di una consultazione che lascia lo scenario politico italiano profondamente scosso - con la perdita quasi lineare di tutti i partiti "tradizionali" e l'exploit dell'antipolitica - l'Osservatorio Mediamonitor Politica ritiene utile concentrare l'attenzione sul Centro della scena politica, sugli effettivi risultati elettorali raggiunti e sulle modalità in cui questi sono stati letti da un giornalismo che, oltre ai suoi referenti, rischia di perdere anche i suoi migliori script narrativi.

Scarica il report.


Voting is not a game - giovedì 31 maggio 2012

Immagine principale: 

Giovedì 31 maggio 2012, alle ore 17.30 presso l'Aula Magna del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, piano terra via Salaria 113, avrà luogo l'incontro conclusivo della terza edizione del Political Game.


Il MoVimento Personale?

Immagine principale: 

“La personalizzazione dei partiti non è solo […] un fenomeno di vertice. Si è insinuata anche dal basso, rinvigorendo l’antica tradizione italiana del particolarismo. Accanto ai macro-leader nazionali, si sono moltiplicati a centinaia i micro-capi locali che fanno ormai squadra a sé. L’Italia dei grandi partiti appare definitivamente alle spalle, e non sarà certo il tramonto di Berlusconi a farla resuscitare”.


Il Comico e lo Stratega

Immagine principale: 

Le elezioni non si vincono solo con la comunicazione. È bene ricordarlo, soprattutto nell’epoca in cui l’alluvione comunicativa sembra aver annullato l’azione e l’importanza di tutte le istituzioni di socializzazione – scuola, partiti, giornali (Morcellini, 2011). 


Per una nuova antipolitica al governo? - Commento di Donatella Campus

Immagine principale: 

L’antipolitica del Movimento Cinque Stelle si colloca perfettamente in linea con la tradizione italiana: una visione che è più propriamente “anti-politici” nel senso che l’obiettivo da colpire è la classe politica, non tanto lo Stato troppo invadente e nemmeno il sistema dei partiti in quanto tale, se non in quanto ‘parcheggio’ di politici appunto incapaci. Questo è un tratto non solo italiano, ma certo prevalente nel populismo all’italiana, quello che, intenderci ha pervaso la politica del nostro paese in molte sue fasi storiche, ma soprattutto nella Seconda Repubblica.


Contenuti via Feed Rss