FantaPrimarie: Pre-visioni sulle Primarie di coalizione di centrosinistra degli studenti di Mediamonitor Politica

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A due giorni dal voto per le Primarie di coalizione del centrosinistra, e a margine della ricerca "Sentinella, a che punto è la notte?", l'Osservatorio Mediamonitor Politica ha chiesto agli studenti che hanno aderito al gruppo di ricerca di esprimere una previsione sui risultati del voto.


Dolce Enrico ti scrivo…

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Uno dei nodi attorno ai quali si è concentrato il dibattito post-confronto tra i cinque candidati alle Primarie del centrosinistra è quello dei riferimenti ideali che Bersani, Renzi, Vendola, Tabacci, Puppato hanno collocato nel loro Pantheon personale.


Cinque personaggi in cerca d’autore

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I tempi supertelevisivi del confronto su Sky tra i cinque candidati alle Primarie della coalizione di centrosinistra sembrano non aver impedito a ciascuno dei personaggi di esprimere in modo sostanzialmente riconoscibile il proprio pensiero su ognuno dei punti oggetto della trattazione (tasse, evasione fiscale, questione europea, occupazione, riforma del lavoro, Fiat, diritti civili, costi della politica, composizione della futura coalizione).


Lo spazio delle Primarie: tanto rumore per nulla?

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Alla vigilia del confronto che vedrà i cinque aspiranti al ruolo di candidato premier del centrosinistra a SkyTg24, il racconto delle Primarie si arricchisce di un elemento nuovo, un classico delle campagne elettorali nell’epoca della “par condicio”. Matteo Renzi denuncia il poco spazio concessogli dai Tg Rai di prima serata: “Il 60% dello spazio dedicato ai candidati alle Primarie va a Bersani, circa il 30% a Vendola. Io sto sotto al 10%” (Renzi: "Per me solo il 10% di spazio nei Tg". Lo staff: "Bersani è il segretario Pd", in “la Repubblica, 10 novembre).


Il Cavaliere dimezzato

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L’ascolto della lunga conferenza stampa tenuta da Silvio Berlusconi il 27 ottobre porta con sé una domanda: che fine hanno fatto i “segreti” della comunicazione berlusconiana?


Teorie e tecniche del fuorionda

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Ancora Giovanni Favia. Dopo la polemica estiva sulle ospitate a pagamento in radio e Tv regionali, e sulla stessa opportunità per un “grillino” di andare in Tv, il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle torna al centro della cronaca politica per un “fuori onda” in cui condanna duramente la mancanza di democrazia all’interno del movimento di Grillo.


Note su antipolitica e antitelevisione

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Il “mediagate” ferragostano lanciato da la Repubblica, la notizia che i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, e in particolare l’eletto in Emilia-Romagna Giovanni Favia, hanno utilizzato fondi pubblici per acquistare ospitate radiofoniche e televisive, rappresenta un’ottima variante di una tendenza ormai consolidata nella politica e nel giornalismo italiano: quella a spostare il fuoco da una questione di policy a una presa di posizione decisamente political.


Cui prodest?

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Una lettura diacronica del caso “Pussy Riot” rivela un aspetto interessante dell’applicazione delle teorie della narrazione all’agire politico.


L’importanza di chiamarsi Democratico

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La presentazione della “carta degli intenti” del Partito Democratico rappresenta un inedito momento di attivazione estiva delle cronache politiche: non di scandali si parla, ma del dialogo che il leader del Pd è chiamato ad aprire a sinistra e a destra del suo partito, si tratti di trattative “dichiarate” (con Vendola) o “invocate” (più che altro giornalisticamente, con Casini).


La societĂ  civile come donna-specchio della politica

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Con il crollo della fiducia nella politica come professione, e con la relativa svalutazione del concetto weberiano di distanza (1919) come qualità imprescindibile della professionalità del politico, a essersi messi in moto sono due processi paralleli.


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