Ăˆ un diesel! Le prime due settimane di campagna in televisione

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In occasione della campagna elettorale per le Europee 2019, l’Osservatorio Mediamonitor Politica della Sapienza e l’Osservatorio TG di Eurispes realizzano un monitoraggio dell’informazione televisiva sulla sette reti generaliste. La tradizionale linea di ricerca di Mediamonitor prosegue focalizzando l’attenzione sui maggiori talk show, di approfondimento politico e di infotainment, attraverso un progetto che coinvolge gli studenti del corso di Giornalismo Radiotelevisivo – Laboratorio Radiotelevisivo del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale.


Call for abstract - Italian hybrid campaigns: approcci integrati di ricerca - SISP2019

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Nell'ambito del Convegno della Società Italiana di Scienza Politica (SISP) che si terrà tra giovedì 12 e sabato 14 settembre presso l'Università del Salento, a Lecce (https://www.sisp.it/convegno-2019), l'Osservatorio Mediamonitor Politica e l'Osservatorio di Sociologia Elettorale della Sapienza propongono un panel dal titolo Italian hybrid campaigns: approcci integrati di ricerca (Chair: Carmelo Lombardo, Maria Paola Faggiano, Christian Ruggiero).   


La ricerca sulle Politiche 2018 alla Settimana della Sociologia

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L'Osservatorio Mediamonitor Politica e l'Osservatorio di Sociologia Elettorale hanno preso parte al ricco palinsesto offerto dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, sotto il titolo "L’Italia che cambia. La Sapienza e il CoRiS per la Settimana della Sociologia", nell'ambito della partecipazione della Sapienza Università di Roma alla Seconda edizione della Settimana della Sociologia (http://www.settimanadellasociologia.it/).


Una mattina d’estate alla Camera

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Si apre con una battuta l’incontro alla Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, per la presentazione del libro di Edoardo Novelli “Le campagne elettorali in Italia. Protagonisti, strumenti teorie” (Laterza, 2018). Quella di Paolo Mancini, che auspica che la casa di Novelli (e quella di Filippo Ceccarelli) siano un giorno aperte al pubblico, per poter vedere i loro archivi. Una battuta significativa, perché il libro, come quelli che l’autore ci ha regalato negli anni, è anzitutto un repertorio inesauribile di notizie, sulla comunicazione, sulla politica e sul progressivo sbiadirsi dei confini tra le due.


Cosa resta

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A due giorni dal voto, cosa resta della campagna elettorale appena terminata? L'Osservatorio Mediamonitor Politica ha monitorato 18 talk show tra serali e domenicali per le ultime quattro settimane, e, in attesa di risultati definitivi anche dal punto di vista scientifico, può iniziare a fare il punto almeno sulle parole che restano sul terreno della campagna.


Tre personaggi in cerca di campagna

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La seconda settimana di rilevazione dell'Osservatorio Mediamonitor Politica si chiude con una domenica particolarmente ricca: Matteo Renzi da Lucia Annunziata, Luigi Di Maio da Barbara D'Urso, Silvio Berlusconi da Giovanni Minoli. Due gli elementi di interesse che emergono da una lettura incrociata di queste ospitate, uno legato, ancora, all'agenda di campagna, l'altro a una più precisa comparazione delle performances.


Il filo del discorso

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A tre settimane dal voto, la presenza di Silvio Berlusconi a Mezz’ora in più di Lucia Annunziata ha un pregio in particolare: il fluire, più stentato che in passato ma ugualmente incessante, delle parole del Presidente di Forza Italia riesce a restituire un’immagine consequenziale, se non coerente, di quella che finora sembra essere l’agenda di questa campagna elettorale. E facendo questo concede un po’ di respiro al corpo oppresso della telepolitica.

 


Le campagne elettorali al tempo della networked politics

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Le campagne elettorali non sono solo il contesto, ma anche l’oggetto di ricerca forse più interessante nel campo della comunicazione politica. È da questo presupposto che parte il libro di Cristopher Cepernich, “Le campagne elettorali al tempo della networked politics” (Laterza, 2017), attorno al quale s’è discusso oggi pomeriggio al Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza.


Referendum 2016: tempo di bilanci

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46.674 secondi, pari a quasi 13 ore. È il tempo che, nelle sette settimane precedenti le consultazioni del 4 dicembre 2016, i telegiornali della sera hanno dedicato al Referendum costituzionale. Si tratta del “tempo antenna”, dunque della somma dei secondi dedicati al racconto delle posizioni in campo da parte dei giornalisti (“tempo notizia”) e dei secondi in cui sono stati i protagonisti della politica italiana, schierati per il Sì o per No, a prendere la parola per esprimere la propria posizione (tempo parola).


Referendum 2016, settima settimana: la strana par condicio del No

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L’ultima settimana (corta) di rilevazione sancisce un dato importante: il trend di copertura mediatica dei due schieramenti ha retto fino all’ultimo. Sul fronte del Sì, difficilmente le percentuali di copertura del Presidente del Consiglio in termini di tempo antenna e tempo parola scendono al di sotto del sessanta per cento. Sul fronte del No, fa il suo ritorno la componente leghista, che nelle scorse settimane sembrava “sottotono”, e confermano la propria forza, in uno scenario assai frammentato, la componente del MoVimento 5 Stelle, rappresentata da Luigi Di Maio, e quella che si riassume nella figura dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.


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